Carlos Menéndez Carlos Menéndez

La Madrid di Almodovar

Categoria: Divertimento gennaio 3, 2013

Mujeres al borde de un ataque de nervios

Donne sull’orlo di una crisi di nervi

Vuoi conoscere la visione personale e meravigliosa che Pedro Almodóvar offre di Madrid nei suoi film? Sono uno di quelli che credono che il suo cinema non sarebbe lo stesso se Almodóvar fosse andato a vivere in una città diversa. Madrid non è solamente lo scenario fondamentale di molti dei suoi film, ma in alcuni è addirittura un personaggio in più. Lo stesso regista l’ha riconosciuto: “Ho sempre trovato in questa città il paesaggio perfetto con la fauna adeguata (insolente e ideale) per ognuno dei miei film”. E sì, anche negli Amanti passeggeri, il suo ultimo e provocante film, compare Madrid.

E anche se questo film si svolge quasi del tutto a bordo di un aereo, c’è spazio anche per un sito emblematico di Madrid: il Viadotto. Un luogo legato nell’immaginario collettivo dei madrileni all’idea del suicidio come dimostra il personaggio di Paz Vega. Il Viadotto è un esempio dello stile razionalista progettato negli anni 30 applicato alle infrastrutture, che serve dal 1942 (quando finalmente si terminarono i lavori) per unire Las Vistillas con il Palazzo Reale

Almodóvar aveva già incluso questa ubicazione in film precedenti: in Matador (1986), un melodramma sull’idea della morte portata alle ultime conseguenze, e anche in Abbracci spezzati (2009), nel quale il protagonista viveva lì vicino. Negli Amanti passeggeri si può vedere il Viadotto da tutte le prospettive (e non posso dire di più…).

Los amantes pasajeros

Amanti passeggeri

Ma ritorniamo agli inizi. Madrid, fine anni settanta. Un giovanissimo Pedro Almodóvar arriva nella grande città che tanto aveva sognato. Entra dalla carretera de Extremadura, ma la città che trova è molto diversa da quella che aveva sempre immaginato. Nelle sue fantasie, e attraverso i racconti che aveva sentito da sua madre, Madrid era la mecca della modernità, la città delle opportunità. Lui stesso ha riconosciuto che immaginava che passeggiare per Madrid fosse come farlo attraverso le scenografie dell’Imperatrice Sissi. Tuttavia, non fu questa la sensazione che ebbe quel giorno, nonostante il tempo si incaricò di dimostrargli che  qui avrebbe dato libero sfogo alla sua immaginazione e che il suo nome avrebbe oltrepassato i confini.

Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (1980) potevano vivere solo qui.  Riza Niro, il principe ereditario dell’immaginario Tirán, viaggiava nel Labirinto di passioni (1982) nel quale Madrid si era convertita nei primi anni ottanta. La legge del desiderio (1987) si capisce solamente se come sfondo c’è movida madrilena. Becky del Páramo ritorna dal Messico per ritrovarsi nei propri ricordi madrileni in Tacchi a spillo (1991), anche se quello che trova è una città molto diversa:

-Dio Santo, com’è cambiata la città!
-Ci sono zone che non riconoscerai
-Quello che mi preoccupa è che questa città non riconosca me

Anche, quella piccola infedeltà che comportò Tutto su mia madre (1999) parte dalla necessità della protagonista di fuggire da Madrid dopo un evento molto drammatico come la morte del suo unico figlio, investito accanto al  Circolo di Belle Arti mentre corre a chiedere un autografo alla sua attrice favorita.

Nei suoi primi film, i luoghi non erano particolarmente riconoscibili. Non c’era traccia della Gran Vía, né della Plaza Mayor, né della Madrid degli Austrias o della Puerta de Alcalá. Tuttavia, Madrid era sempre lì, si poteva quasi respirare. “La città più divertente del mondo”, come s’incaricava di dire il protagonista di Labirinto di passioni, con il passare degli anni divenne più raffinata, allo stesso ritmo del cinema di Almodóvar.

La flor de mi secreto

Fiore del mio segreto

Ecco alcune delle ambientazioni più riconoscibili dei suoi film:

La Bobia. Sguardi provocatori e molti flirt nell’attuale caffetteria Wooster (Duque de Alba, 3), nel Rastro. Luogo mitico della Movida e fondamentale in Labirinto di Passioni. Qui comincia il film e l’incontro piccante tra i due protagonisti interpretati da Imanol Arias e Cecilia Roth. Compare anche uno dei personaggi fondamentali di quell’epoca: Fabio McNamara.

Cuartel del Conde Duque (Conde Duque, 9). “Mi annaffi! Non s’imbarazzi”. È una delle sue scene più famose. Il personaggio che interpreta Carmen Maura chiede a un operaio comunale di alleviarla dalla soffocante calura estiva nella Legge del desiderio.

Montalbán, 7. Conigli, galline e altri animali vivevano nell’attico di Pepa (Carmen Maura) nelle Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Come sfondo, lo skyline della Gran Vía con l’edificio di Telefónica.

Villa-Rosa. (Plaza de Santa Ana, 15). Miguel Bosé si trasforma nella ragazza Almodóvar più desiderata in Tacchi a spillo. Donna letale o il giudice Domínguez? Un personaggio duale che trionfa in un mitico locale di flamenco e in un pub che fa parte della notte madrilena dagli anni venti.

Plaza del Alamillo, 5. Nessuno lo sa, però Becky del Páramo (Marisa Paredes) ritorna a Madrid per morire in Tacchi a spillo. Nonostante sia una grande star vuole farlo nel seminterrato dove visse da bambina insieme ai suoi genitori, che erano i custodi del palazzo.

Teatro María Guerrero. Becky del Páramo (Marisa Paredes) canta Piensa en mí, con la voce di Luz Casal. Una scena di grande intensità che sua figlia (Victoria Abril) ascolta dal carcere.

Plaza de Puerta de Moros. Degli stivaletti troppo stretti e l’ansia di non poterseli togliere. Tutto un riflesso dello stato d’animo di Leo (Marisa Paredes), che esce in strada chiedendo inutilmente ai passanti di aiutarla a toglierseli nel Fiore del mio segreto.

Plaza Mayor. Un bicchiere di troppo e un ballo in uno dei luoghi più emblematici di Madrid. Juan Echanove balla per Marisa Paredes nel Fiore del mio segreto.

Puerta de Alcalá“Spingi,spingi, spingi”. Pilar Bardem  grida a Penélope Cruz di spingere prima di partorire in un autobus in Carne tremula. È il Natale del 1970 e Madrid sembra deserta. Dal finestrino scorgiamo il palazzo di Santa Cruz, l’edificio Metrópolis o la Puerta de Alcalá.

Prado, 2. Alicia (Leonor Watling) balla e Benigno (Javier Cámara) la spia dalla finestra. L’attuale hotel Room Mate Alicia (prende il nome del personaggio) servì come scenografia per la scuola di ballo della professoressa Katerina Biloba (Geraldine Chaplin) in Parla con lei.

Terminale 4 dell’Aeroporto di Barajas Le nuove installazioni dell’aeroporto madrileno appaiono in Volver. Lì lavora come donna delle pulizie Penélope Cruz. Appare anche l’esterno dell’aeroporto all’inizio degli Amanti passeggeri, dato che il film è girato in un volo tra Madrid e Città del Messico.

Chicote. Alcuni Gin tonic e una confessione. Il personaggio di Blanca Portillo racconta la sua storia segreta in una delle scene fondamentali di Abbracci spezzati.  Per questa mitica cockteleria della Gran Vía sono passate le star più splendenti dello star system  nazionale e internazionale. Se le pareti di Chicote parlassero racconterebbero come Ava Gardner sedusse il celebre torero Luis Miguel Dominguín.

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