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La Posada del Peine

Categoria: Arte e cultura agosto 24, 2015
La Posada del Peine

La Posada del Peine

A Madrid è molto facile sentire questa espressione: “te vas a enterar de lo que vale un peine”, la cui traduzione letterale è “ti farò vedere quanto costa un pettine”, ma  che in italiano equivale a: “ti farò vedere i sorci verdi”. L’origine di questa espressione risale al Medioevo. A quel tempo la mancanza di igiene era abituale e praticamente nessuno ci teneva a sistemarsi i capelli. Quando, poco a poco, la società ha iniziato ad acquisire abitudini migliori e più salutari questa espressione ha iniziato ad essere utilizzata come una frecciata contro i vagabondi e i mendicanti che popolavano le strade.

Anche se oggi questa espressione si utilizza per dire a qualcuno qualcosa tipo “ti dò una lezione”, l’origine di una frase così peculiare ci serve per rendere il nostro piccolo omaggio a quello che è uno dei più antichi hotel spagnoli.

Sarà costato molto il pettine che ha dato il nome alla famosissima Posada del Peine? Non lo so… ma la cosa sicura è che i proprietari legavano il suddetto arnese ad una corda nel bagno per evitare che gli ospiti se lo portassero via. Chi è passato da Calle de Postas, vicino a la Plaza Mayor, si è sicuramente soffermato a guardare l’incantevole facciata dell’attuale moderno hotel, inaugurato nel 2006, occupato, una volta, dalla vecchia locanda, che ha funzionato dal 1610 al 1970.

Escalera de la Posada del Peine

La Scala della Posada del Peine

Della antica locanda si conservano alcuni elementi, come l’orologio della parte frontale, il pavimento dell’entrata e la scala principale, in legno di pino. Le antiche e squallide camere, con passaggi segreti per la delizia dei clienti, sono, attualmente, camere arredate con mobili di design, senza però togliere nulla al fascino del posto.

Secondo le cronache dell’epoca, ai tempi del suo massimo splendore, la Posada del Peine è arrivata ad avere più di 150 camere, alcune delle quali, le più lussuose, disponevano di balconi che si affacciavano sulla strada. Le più modeste non avevano neanche una finestra, e gli ospiti dovevano lasciare la porta aperta per riuscire ad avere un poco di ventilazione. Tra le sue mura hanno alloggiato diversi personaggi, tra cui ricordiamo il pittore José Gutierrez Solana o Casta Esteban, la vedova di Gustavo Adolfo Bécquer, della quale vi consiglio di leggere la biografia.

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