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Munch oltre ‘L’urlo’ al Museo Thyssen

Categoria: Arte e cultura ottobre 22, 2015

 

Edvard Munch. Evening (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid 2015).

Edvard Munch. Evening (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid 2015).

Edvard Munch. Archetipi (al Museo Thyssen Bornemizsa fino al 17 gennaio 2016) è la prima retrospettiva sul pittore norvegese a Madrid dal 1984. Passeggiando per le sale della mostra, possiamo contemplare 84 opere, la metà delle quali proviene dal Museo Munch di Oslo, il resto appartiene alla Kunsthaus di Zurigo, il Kunstmuseum di Basilea, la Tate di Londra, il MoMA di New York, la National Gallery di Washington e il Museo Thyssen-Bornemisza, l’unica pinacoteca spagnola a possedere dei quadri dell’autore norvegese.

 

Considerato como uno dei padri dell’arte moderna, insieme a Cézanne, Van Gogh e Gauguin, Munch non è solo il pittore dell’angoscia e dell’alienazione dell’uomo moderno, bensì uno dei creatori essenziali per comprendere pienamente la sensibilità artistica contemporanea.

Nell’arte di Munch troviamo delle influenze costanti, come quelle della natura e dei paesaggi norvegesi (presenti soprattutto nelle opere dedicate alla melanconia,  l’isolamento o la passione) e degli ambienti letterari e artistici dell’epoca. Infatti il pittore era un caro amico del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen ed era solito frequentare i circoli bohemi di Parigi, Berlino o Londra.

 

Edvard Munch. Mord, 1906 (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid 2015).

Edvard Munch. Mord, 1906 (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid 2015).

Le pitture di Munch sono dirette, drammatiche e intense. L’autore parla direttamente con lo spettatore, mostra i suoi sentimenti senza il minimo pudore e probabilmente è per questo che quasi chiunque è attratto dalle opere dell’artista norvegese. Quelli di Munch sono quadri con un finale aperto, le conclusioni sono nelle mani di chi contempla.

Un altro degli aspetti fondamentali delle sue opere è la ripetizione ossessiva delle sequenze tematiche. L’autore rielabora in modo differente gli stessi temi, sperimentando tecniche nuove o aggiungendo contenuti nuovi alle versioni anteriori. La ripetizione è uno degli elementi essenziali del concetto di archetipo e non è un caso che il Thyssen abbia voluto dedicare agli archetipi emozionali presenti nell’opera di Munch questa retrospettiva.

Nella sala dedicata alla Melanconia possiamo vedere come Munch si allontani dalla tendenza naturalistica in cui si era formato e rompa con tutte le convezioni artisitiche e sociali dell’epoca. Assistiamo a una riduzione formale del paesaggio e i volti dei personaggi perdono i loro lineamenti e acquistano una maggiore intensità emozionale.

 

Edvard Munch. Melankoli (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid 2015).

Edvard Munch. Melankoli (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid 2015).

Nella sala dedicata alla Morte, possiamo contemplare differenti versioni de La fanciulla  malata, la personificazione del sentimento esistenziale della paura di morire o Agonia, in cui Munch rappresenta l’esperienza fisica della morte.

La litografia del celebre quadro L’urlo si trova nella sala del Panico, dove possiamo osservare le opere in cui Munch affronta le angosce dell’uomo moderno.

Tra i lavori racchiusi nell’archetipo Donna, possiamo individuare altri due temi costanti nella produzione dell’autore: la donna idealizzata (femme fragile) e la diabolica (femme fatale). La prima è la donna angelica e casta di Pubertà o di Notte d’estate, la seconda è la donna sensuale e seduttrice di Donna con i capelli rossi e occhi verdi o Il peccato.

 

Edvard Munch. Kvinnen, 1925. (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid 2015).

Edvard Munch. Kvinnen, 1925. (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid 2015).

Nella sala dedicata al Melodramma, possiamo contemplare i quadri in cui è palese la sintonia tra Munch e Ibsen. La gelosia, l’angoscia, l’incertezza o la disperazione sono i temi ricorrenti delle opere qui presenti.

Le differenti versioni de Il bacio – dalle prime composizioni  figurative agli ultimi lavori grafici astratti – sono alcune delle protagonsite della sala Amore.

Per Munch il paesaggio è il riflesso della tensione emozionale. Ed è nei paesaggi Notturni dove possiamo notare la sua maestria nel rappresentare le angosce dell’uomo moderno. La semplificazione delle forme e un intenso gioco di controluci sono le caratteristiche comuni dei lavori esposti in questa sala.

 

Edvard Munch. Kunstneren og hans modell, 1919-21. (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid, 2015).

Edvard Munch. Kunstneren og hans modell, 1919-21. (©Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / VEGAP, MAdrid, 2015).

Nella sala Vitalismo si mostrano le opere della nuova tappa creativa dell’autore, dal 1909 in poi, periodo in cui ritorna in Norvegia, dopo aver vissuto in Francia e in Germania. Lo stile di questi anni è colorato e monumentale. Uno dei motivi ricorrenti di quest’epoca è l’albero, centro dell’universo per i vichinghi e simbolo del mondo prima della caduta nella tentazione nella tradizione cristiana.

Infine, nella sala dedicata ai Nudi, possiamo notare come Munch usi il corpo come personificazione delle passioni e dei sentimenti.

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