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Sulle tracce dell’arte italiana a Madrid

Categoria: Arte e cultura gennaio 11, 2016

Se c’è una cosa per cui l’Italia è famosa in tutto il mondo, è il suo patrimonio artistico. A Madrid, è possibile vedere molte opere di autori italiani, inoltre, alcuni dei suoi monumenti più celebri sono stati ideati o costruiti da un architetto italiano: Francesco Sabatini. Ti invito ad accompagnarmi in questa passeggiata sulle tracce dell’arte italiana, per non perdere nessun dettaglio durante la tua visita alla capitale spagnola.     

Il Paseo del Arte è una delle tappe imperdibili. Al Reina Sofía, possiamo contemplare tre opere di Michelangelo Pistoletto, ma in realtà in questo caso è il museo a portare la firma di un architetto italiano. Ubicato nell’Antico Ospedale Generale di Madrid, è opera del sopra menzionato Francesco Sabatini, successivamente ampliato da Jean Nouvel con un auditorium, la biblioteca e le nuove sale espositive poste sotto un’ampia pensilina rossa di alluminio e zinco dietro al vecchio edificio.

Al Museo Thyssen, la cui collezione permanente traccia la storia della pittura europea dal Medioevo alla fine del XX secolo, troviamo l’opera di Duccio di Buoninsegna, Cristo e la samaritana, che costituisce una delle opere fondamentali della collezione d’arte tardomedievale. Il museo dispone anche di una splendida selezione di ritratti del XV secolo, tra i quali risaltano quello di Giovanna Tornabuoni realizzato dal Ghirlandaio e quello di Un cavaliere sconosciuto, opera del Carpaccio. Inoltre Caravaggio o Canaletto rappresentano alcuni dei principali autori delle sale dedicate ai secoli XVI e XVIII.

Al Prado, uno dei luoghi più visitati della capitale, possiamo ammirare molti capolavori della scuola italiana, indispensabile per comprendere il passaggio dall’arte medievale al Rinascimento e, inoltre, con una forte influenza sull’arte barocca spagnola. Del Quattrocento risaltano L’Annunciazione del Beato Angelico, lo scrigno con la storia di Nastagio degli Onesti di Botticelli, La morte della vergine di Mantegna e Cristo in pietà e un angelo di Antonello da Messina. Varie madonne di Raffaello servono a spiegare lo splendore classicista del Cinquecento e i quadri di Tiziano, Tintoretto e Veronese, grandi figure della scuola veneziana, sono altri dei tesori più pregiati del Museo del Prado.

Le differenti scuole dell’arte barocca italiana sono chiaramente rappresentate con le opere di Caravaggio, Guido Reni e Annibale Carracci. Inoltre, al Museo del Prado si conservano due disegni di Michelangelo, una bozza del braccio destro di una delle figure dei Benavventurati del Giudizio Universale della Cappella Sistina e uno studio per uno dei demoni del famoso gruppo che appare nella parte inferiore destra del Giudizio Universale.

A Madrid si trova anche l’unico esemplare di Arcimboldo presente in Spagna. Si tratta de La Primavera e puoi osservarlo a La Real Academia de Bellas Artes de San Fernando.

Il Palacio Real è il risultato di un lavoro a sei mani, realizzato da tre architetti italiani: Filippo Juvara, il suo discepolo Giovan Battista Sacchetti e Francesco Sabatini, che si occupò della conclusione dell’edificio e dei lavori secondari dell’opera, ampliazione e decorazione. L’edificio si ispira agli schizzi realizzati dal Bernini per la costruzione del Louvre di Parigi e al suo interiore possiamo contemplare pitture di Caravaggio e affreschi di Corrado Giaquinto e Giovanni Battista Tiepolo.

Come ho già anticipato, Francesco Sabatini è uno dei protagonisti indiscutibili di questa passeggiata. Sua è la finalizzazione della Real Basilica de Francesco el Grande, in cui realizza la facciata principale e le due torri che la coronano; è di sua creazione pure l’Edificio Sabatini o la Caserma dei Savoia, che oggi si trova all’interno dell’Università Carlos III di Madrid e che è stato restaurato internamente e esternamente; è sempre di Sabatini la Porta Reale, conosciuta anche come la Porta di Carlos III, che si trova nel Paseo del Prado ed è una delle porte che racchiude il Real Jardín Botánico; le dipendenze del Convento dell’Ordine Militare di Santiago furono riorganizzate dall’architetto italiano nel 1773; il rimodellamento della Cuesta de San Vicente realizzata tra il 1767 e il 1777 è opera di Sabatini; Il Palacio del Marqués de Grimaldi, chiamato anche Godoy, e che oggi ospita il Centro di studi politici e costituzionali sotto il Ministero Presidenza del Governo della Spagna, è stato progettato da Francesco Sabatini; e la Real Casa de la Aduana, attuale sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze della Spagna, e che si trova sulla calle Alcalà, è anch’essa un progetto di Sabatini.

La Puerta de Alcalà, uno dei simboli di Madrid, fu costruita nel 1778 da Sabatini, all’interno del progetto di miglioramento e abbellimento architettonico della città promosso da Carlos III. È di granito e rappresenta un esempio di proporzione, armonia ed eleganza. Il Re ne affidò la costruzione a Sabatini per commemorare il suo arrivo nella capitale nel 1778. La porta venne eretta all’ingresso in città, nelle vicinanze del Retiro e della strada che conduceva ad Alcalá de Henares, per questo si chiama così.

La Puerta de San Vicente, situata nella Glorieta de San Vicente è invece una replica fedele di quella originale realizzata da Sabatini nel 1775.

Tra gli altri monumenti madrileni che portano la firma di architetti italiani, troviamo La Ermita de San Antonio de la Florida, per cui Filippo Fontana disegnò un edificio neoclassico di croce greca di grande semplicità, con la lanterna della cupola su dei pennacchi.

In realtà anche l’aspetto della Madrid moderna ha a che vedere con l’architettura italiana. Infatti, nel 1979 il Consigliere all’Urbanistica Urbanismo Eduardo Mangada convocò una serie di esperti internazionali, tra cui si trovavano gli italiani Giuseppe Campos Venuti e Bernardo Secchi, per dare il via al nuovo Piano Generale che venne poi approvato definitivamente nel 1985.

Durante la tua passegiata per il Barrio de Salamanca, ti consiglio di entrare al negozio della firma Boffi (C/ Príncipe de Vergara 40), realizzato dall’arquitetto italiano Piero Lissoni nel 2011. 500 metri quadrati divisi su due piani, per cui vale la pena fare un giro.

 

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