Silvia Roba Silvia Roba

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Categoria: Sport aprile 1, 2015

Santiago Bernabéu

Santiago Bernabéu

Non è indispensabile essere patiti di calcio o seguaci del Real Madrid per decidere di visitare il Santiago Bernabéu, in pieno paseo de la Castellana. Il giro che il club organizza  in ogni angolo dello stadio si è appena rinnovato e risulta curioso e piacevole anche per chi non ha visto una partita in vita sua.

L’altro giorno ho convinto il mio amico Nacho -è poeta, cosa si può dire di più- ad accompagnarmi, insieme ad altri amici, e  è uscito veramente meravigliato.  È vero, che abbiamo dovuto insegnargli a distinguere Marcelo de Kaká e a spiegargli chi era Di Stefano  e addirittura Pelé, però questo è il bello di questo particolare museo: non è necessario avere  conoscenze precedenti per goderlo al massimo e, soprattutto per divertirsi.

La sala dei trofei, nella quale brillano le nove Coppe d’Europa, è il punto forte del tour, però quello che mi è piaciuto di più è la sala interattiva, nella quale si possono toccare un’infinità di schermi, tipo Minority Report. Qui è possibile rivivere, attraverso delle immagini, dei momenti indimenticabili, come il famoso gol di Zidane della finale della Champions League  del 2002, o i successi di Del Bosque prima di essere tecnico della nazionale. È anche divertente vedere come sono curiose alcune delle coppe che ha ottenuto il club durante la sua storia, dare un’occhiata agli spogliatoi delle squadre, sedersi sulle panchine dei giocatori, nello stesso campo, e “fare da Mourinho in sala stampa.

Quando il tour finisce, il Santiago Bernabéu ha ancora molto da offrire: non solo ha  uno spettacolare negozio ufficiale ma anche un ristorante più che gradevole, con vista sul campo da gioco, che offre un menu molto vario (riso, hamburger…). Anche se è di sera che il Real Café Bernabéu si anima, dato che si è convertito nell’afterwork preferito dai manager della zona. C’è anche un altro ristorante nello stadio: il Puerta 57, con vista simile sul campo. La sua specialità è la cucina tradizionale spagnola, con uno spiccato accento sui prodotti di mare (dispone di vivaio proprio).

I tifosi di calcio sanno sicuramente che anche l’Atlético de Madrid possiede il suo proprio museo –nello stadio Vicente Calderón, vicino a Madrid Río- e anche la nazionale, a Las Rozas, nelle vicinanze della città. Nacho, che ora si sente calciatore fino al midollo, vuole completare il percorso. Però questa sarà un’altra storia.

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