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Quinta Torre Arias, un nuovo parco tutto per te

Categoria: Bambini, Divertimento, Sport febbraio 20, 2017

Lontanto dall’itinerario turistico classico e aperto al pubblico solo di recente (per adesso sono in pochi a saperlo), questo parco è un’ottima opzione per rilassarsi al verde e in solitaria o meglio, in compagnia di migliaia di alberi di alto fusto, giardini, frutteti, ruscelli, ponti e un palazzo con torri merlate.

Bagnata dal torrente Tarzón, parallelo al vecchio Camino de Alcalá, quest’enorme tenuta si trova aldilà di due colonne di pietra toscane e una potente catena di ferro – simbolo che indica che una persona di stirpe reale l’ha attraversata, secondo quanto dice l’architetto e storico dell’Architettura madrilena Miguel Laso de la Vega -. E finalmente dopo 5 secoli, chiunque passi da quelle parti potrà varcare la soglia e sapere cosa si nasconde al suo interno.

Questo nuovo polmone verde nel centro della città, nella zona di Canillejas, nella calle Alcalá 551 possiede un grande valore storico e paesaggistico. Infatti accoglie 51 speci divese di alberi, tra cui mandorli, pini, cedri e un’imponente quercia di circa 300 anni. Inoltre vi sono degli orti urbani, il cui raccolto si destina a persone svantaggiate.

Per adesso si può accedere, gratis e senza l’obbligo di prenotare la visita, solo a una parte del parco (da martedì a domenica tra le 10 e le 17:30 dall’1 ottobre al 31 marzo e dalle 10 alle 20:30 dall’1 aprile al 30 settembre), dato che i vari edifici che compongono la tenuta non sono agibili e ospitano differenti lavori in corso e l’entrata ai giardini storici è transennata.

Se hai voglia di saperne di più su questo nuovo parco pubblico e spazio verde, puoi optare per una visita guidata (per gruppi di 25 persona massimo) effettuata da educatori ambientali, la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 12 alle 14. È gratuita e puoi gestire la prenotazione chiamando al numero di telefono 916 397 869 o scrivendo una mail all’indirizzo di posta elettronica paa@talher.com.

Con più di 17 ettari di giardini, questa tenuta del XVI secolo, era di propietà di Tatiana Pérez de Guzmán el Bueno, contessa di Torre Arias deceduta nel 2012, anno in cui il comune la eredò. Infatti la contessa firmó nel 1986, insieme al marito, un convegno mediante il quale donava la tenuta alla città di Madrid.

Negli ultimi anni stava per cadere in mani private, ma grazie alla perseveranza del vicinato, che non ha smesso di protestare, tutte le domeniche dell’anno fin dal 2014, perchè ciò non accadesse, il parco è stato dichiarato pubblico. La sindaca Manuela Carmena ha promesso che il futuro di questo nuovo membro del patrimonio ecologico e medioambientale della città si deciderà tra tutti, Comune e cittadini.

Un pò più di storia

La tenuta apparteneva originariamente ai conti di Villamor, il cui lignaggio morì senza eredi. Un andino creolo, García de Alvarado, aggiunse alla propietà nel 1602 un palazzo di due piani e di forma quadrata, con una torre. Stalle, pollai, fienili e forni completavano la strutura, utilizzata come azienda agricola.

Nel XVIII secolo, il palazzo e la torre vennero confiscati al suo propietario, il conte di Frigiliana, e ospitarono la dimora effimera madrilena dell’arciduca Carlo d’Asburgo. Il pretendente austriaco a la corona la perse per mano di Filippo d’Angiò in una sanguinosa guerra il cui esito consolidò come re al futuro Filippo V di Borbone. Nonostante ciò, i nobili e gli aristocratici che corteggiavano Carlos riuscirono a realizzare al suo interno un giuramento e una coronazione del pretendente frustrato finti.

Dovuto a un cambio di titolarità, la tenuta cadde nelle mani della potente duchessa di Osuna, due decadi dopo e nel 1748, dopo la sua morte, i suoi eredi rinunciarono a mantenere questa costosa propietà.

Nel 1850 fu ceduta a Manuel Acuña y Dewite, X marchese di Bedmar, un borghese cosmopolita sensibile alle mode europee e affine agli affari immobiliari di Isabella II. Grazie al suo buongusto, ritornarono i balli, le feste, le celebrazioni e le ceremonie; e in questi saloni, decorati con quadri e sculture pregiati, ebbero luogo le migliori cronache della società del tempo. L’eccellente scuderia del marchese era un altro dei fiori all’occhiello della tenuta, insieme al pioneristico campo da tennis o a quello di crocket. Bedmar fu inoltre chi diede alla tenuta l’aspetto attuale e fino a 19 famiglie diverse vissero qui.

Quinta Torre Arias attualmente ospita due grandi serre dotate di un sistema di chiusura ed apertura per impianti di ventilazione o riparo delle piante; stagni, pozzi, fontane di bronzo e di roccia; quattro ponti, che ricordano la ricchezza d’acqua della zona; e abbondano lillà, arbusti, siepi di bosso, vecchi giardini e zone boschive dove proliferano cedri, alberi di Giuda, insieme a decine di pioppi, acacie, pini e banani, tra le altre specie. Visitala in primavera se hai una debilità per i fiori.

In questa zona si trova anche la Quinta de los Molinos e non molto lontano da lì, El Capricho. Dedica mezza giornata a questi parchi, ti piaceranno!!

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